Friday, September 4, 2015

Bambino

Un bambino si ama, si coccola,
si fa crescere un po la volta,
un bambino e parta di te e non
e fatto per sotterrarlo prima del dovuto.
Un bambino e la nostra forza, la
nostra fierezza, il nostro futuro!

Wednesday, September 2, 2015

Clandestinità


L'aria e il fiato volano via al solo
tuo sguardo. Guardo l'onda che usurpatrice
arriva a l'improvvisa e sfugge in un colpo
d'occhio e mi lasci li nella eterna solitudine.
Il rammarico della lontananza e palpabile
a farci capire che una decisione e dovuta
ora che i baci e coccole no soddisfacene più
questa nostra sete d'amore e di gioia a stare
insiemi. Sarò io a fare i primi passi o
sarà la tua insistenza a finalmente mettere
questa nostra clandestinità alla vista del
mondo e finalmente proclamare questo amore
che ci confessiamo ad ogni momenti che ci
sentiamo e vediamo nell'oscurità di paesi
strani e senza nomi pur di sapere che qualcuno
ci può riconoscere.

PS: Vediamo se qualcosa o qualcuno riesce
a farmi rimettere piede su terra dopo le mie
ferie.                 

Saturday, August 22, 2015

La normalita

Ciao a tutti, eccomi con un po di ritardo
in questo mio blog.  Mi ha mancato tantissimo,
pero il calore di queste 2 settimane dal mio
ritorno di feria in Europa e stato piu di quello
che voleva al mio ritorno.
Tra qualchi giorni faro un riassunto del mio
viaggio sia per l"Italia che per la Francia,Spagna
e ritorno in Italia.
Belli racconti, altri meno belli, avventure
che succede solo ai turisti o anche a quelli
che credano di essere turisti ben avertiti nei
lori paesi....
Un saluto a tutti e la prossima settimana si
inzia la vita regolare di donna di casa,nonna
tassi, cuoca all'improvo, senza ricordare che a
volta ci vuole tanta di pazienza con tutti e per
tutti nella vita di oggi.

Monday, August 3, 2015

Una dosa...

E si una dosa di 10 giorni di aria marina
nel mio vecchio continente e stato stupendo,
ma tutto ha una fine e cosi ora ho
solo i ricordi con me a finche ritrovo
la sua mancanza e ritornero a rifare
un'altra dosa (dio volendo) di aria marina.

Saturday, July 18, 2015

Rilascio estivo

Di questi tempi di corse, tra la cita,
"fughe verso montagne e laghi o per i
più fortunati oceani" per lasciare
indietro di se quell'asfalta
bollente tra lavori di costruzione,
corsie e auto strade sempre ferme
per l'imenso traffico che girano
e rigirano intorno a le nostre
vite di super eroi cittadini, finalmente
si può dire: "Al diavolo tutto ciò,
ora mi prendo alcuni giorni di calmia,
di rilascio fisico e mentale e anche di
avventure....."
Ma sarà tutto vero?
mica sarà un'illusione delle tante nostre
aspettative, coccolate tutto un'anno!
Sara quello che sarà - per lo meno e mi
auguro che tutto vada bene.
Ed al mio ritorno potrò raccontare
le mie avventure tra la mia scappata
fra il vecchio mondo e  il nuovo mondo.
Aiuta, aiuta capite quello che vi sto
dicendo e chiedendo?...
sarà il mio "moto" per oltre 15 giorni....

Ma no vi dico dove il tutto accaderà.
Sara la mia sorpresa.  

Tuesday, June 30, 2015

Grazie - ultima puntata

Eccoci giunti alla fine di questo mio racconto. Mi dispiace di non poter
entrare in maggiori dettagli, con aneddoti e ricordi, in fondo questa e solo
una storia come tante altre del passato e che qui hanno potuto trovare un
loro futuro.
Scorre cosi il mio tempo in questo paese che mi ha accolta senza se e senza ma.
A scuola, delle suore più o meno buone, ci hanno insegnato la storia del
popolo canadese, un popolo d'emigranti sin dalle origini che mai ha lasciato
ritornare i suoi nuovi figli alla terra d'origine.
In verità ci sono stati anche eventi dolorosi: figli, figlie, padri e mamme che
hanno perso la vita nel combattere due guerre sul vecchio continente, due
guerre che in realtà non erano loro.
Sono state accettate per solidarietà nei confronti di popoli in difficoltà e cosi
ci siamo messi a loro fianco e costruito un paese dove regna onore e fierezza.
A scuola non si andava certo no ben  vestiti, per mangiare si utilizzavano
gli ingredienti che c'erano e di cibi all'italiana non se ne parlava perché erano
poco conosciuti e ne arrivavano molto pochi dall'Europa.
Ricordo che in quei tempi si andava al mercato il sabato mattina con la
corriera. Il mercato era all'aperto, si comprava di tutto, comprese
galline vive e verdure. Una volta, tornando a casa in corriere, spunto da una
borsa la testa di una gallina viva che si mise tranquillamente a beccare la verdura
nel sacchetto della persona che c'era davanti. Un'altra volta, un tale aveva
comprato un capretto e a piedi, per due chilometri, lo stava conducendo a
casa legato a una corda. Ad un certo punto l'animale si impaurì e gli
sfuggi via. Fu una una scena comica vedere l'uomo incorrere affannoso per
le strade il proprio capretto. Peccato che in quei tempi non esistevano i
telefonini per riprendere la scena e farla vedere ai giovani d'oggi.
La vita era dura. C'era una vecchia signora che chiedeva solo le ali, il collo
e le zampe della galline perché non poteva comperarsi tutti il resto.
In ogni scampolo di terra vuota, spuntavano ortaggi, o si andava a
cogliere la  cicoria nei giardini pubblici o nelle campagne sperando che
nessuno ti vedesse per chiederti cosa ne volessi fare di quelle erbacce
da noi chiamata "cicoria".
Ho avuto in regalo la mia prima bambola a l'età di 10 anni. Ricordo ancora
la gioia di averla tutta per me. Era cosi bella che la portavo a dormire con me
ogni sera.  Erano giorni felici e bellissimi di un'età che non vedeva e non
comprendeva i problemi degli adulti.
Dopo 6 o 7 mesi, noi bambini già capivamo tante parole straniere, cosi
mentre imparavamo la nuova lingua, cercavamo di insegnarla anche ai nostri
genitori con tanta fatiga. la nuova lingua non gli entrava in testa a questi.
Si continuava con la scuola per imparare chi il francese e chi l'inglese, ma alla
fine si imparo a parlare e scrivere tutte e due.
Quella che mancava un po era la nostra lingua madre (l'italiano) di cui nel
tempo s'è persa molto della sua conoscenza. Alcuni, come me, hanno
continuato leggendo romanzi in Italiano e un po con la scuola il sabato
mattina dalle suore italiane. L'unica stazione radio in italiano andava in
onda per 2 ore la domenica.
..... E questo il racconto degli inizi della mia storia, della mia vita.
Molto altro ancora ci sarebbe da raccontare, come il mio primo viaggio
in Italia dopo 15 anni passati all'estero. Ricordo che l'impressione fu
terribile perché io ricordavo l'Italia degli anni '50, che ormai non c'era più.
Oggi faccio un po avanti e dietro con l'Italia, pero non mi sento più a casa
mia, mi sento come un'animale preso tra un muro (la mia patria) e una
gabbia (la mia nuova patria). Tornando alla terra natale mi sento una
forestiera e nelle mia nuova patria sono sempre un'emigrante...
Mah! forse sono una nuvola che va dove soffia il vento e che non
appartiene a nessuno?

Grazie per la vostra lettura e comprensione, e chi sa se un giorno non
molto lontano continua questa storia.....

NB: E grazie a Davide per il suo aiuto. 

Thursday, June 11, 2015

Grazie continua...

Quando il silenzio mi fa compagnia,
posso permettermi di continuare la mia storia
simile a quella di tante altre persone emi grate,
unite nel ricordo del gran passo affrontato negli
anni dopo laseconda guerra mondiale.
Nella stazione dove eravamo arrivati si
sentiva gente piangere, gridare e correre v
erso quella sala immensa sino a che pian piano
tutto tornò quasi normale anche sui visi delle
guardie ferroviarie che finalmente vedevano tutte
quelle persone stanche, nervose e un po strane,
andarsene con i loro parenti.
Io però non volevo andarmene,
non volevo lasciare che il treno puzzolente
se ne partisse via senza di me perché solo
lui sapeva il percorso che mi poteva riportare
alla nave per far ritorno al mio paese.
Ma cosi non fu e fui costretta di mala voglia
a seguire quell'uomo che ci faceva fretta.
Era una domenica di metà agosto con un c
aldo soffocante e umido, avevamo fame,
ma potei udire quell'uomo dire ad un'altroche
ci voleva più di un'ora per arrivare a casa...
Entrammo tutti in un auto che scaricava una puzza
da far venire il vomito, ma il mio stomaco era
vuoto e non ne poteva uscire niente....
Dal mio finestrino vedevo girare l'auto di qua e di là,
a volte andava diritto, altre volte mi sembrava
che andasse indietro. Dovunque automobili,
tanti automezzi, ma più di tutto era c
olpita da una specie di corriera che emetteva
nuvole di fumo e quel fumo era dappertutto …
e il mio stomaco continuava a ribellarsi.
Finalmente arrivammo.La casa era tutta bianca e
rifletteva tanta luce quasi da far male agli occhi.
Ci accolsero una donna altissima e un uomo magrissimo
con una bambina di due anni che guardava con o
cchi fissi nel vuoto: erano i miei zii e la mia cuginetta
che vedevo per la prima volta.
Il pranzo era pronto e c'era anche un bicchiere
con una bevanda nera o marroncino
dal sapore per me disgustoso, con tante di
bollicine che mi entravano nel naso.
Che schifezza pensai; così che ho gustato
il mio primo bicchiere di coca-cola.
Con una pasta rossa, un pane passabile
e un pollo per otto persone iniziò
la mia nuova vita canadese.
Quei primi tempi furono difficili per la lingua,
per la maniera con cui ci trattavano nei negozi,
e per il mio stomaco che si rivoltava ogni volta
in cui passavo vicino a quelle corriere...
Agosto finì e arrivò settembre.  
Mal vestiti,col freddo e le intemperie,
quei primi due o tre anni furono
davvero molto duri. Io andavo a
scuola dalle suore, alcune erano buone
e comprensive, altre un po meno e in classe
ci mettevano negli ultimi banchi
perché avevamo problemi con la lingua
e non potevano occuparsi troppo di noi.

Ritornero per l'ultima puntata fra qualchi giorni.  
NB: GRAZIE DAVIDE

Sunday, May 31, 2015

Grazie cont'd....

Ancora una volta mi siedo al computer,
fedele amico dell'uomo moderno,
per continuare a raccontare un po di me.
Nella prima puntata avevo terminato col
viaggio in treno che duro tre giorni e tre notti,
cosi continuando il racconto,
arrivammo in una piccola stazione
ferroviaria dove regnava una gran confusione.
Gli altoparlanti facevano annunci a tutto volume,
si sentiva rumori di trombe, di batterie e
suonando cornamuse c'erano uomini in gonnella
e calzettoni di lana, come quelli fatti da mia
nonna e lasciati nel mio paesino di montagna.
C'era un sole caldissimo
e nell'aria si fiutavano odori insoliti e sconosciuti
mentre in lontananza nel vociare
udivo frasi di cui non capivo niente:
"Nico guada a qua....,
...Pasqua so papa,
...Mariuccia si diventata na bella guagliona,
...Rusine scappa a qua da papa!"
e tante altre frasi simili.
Noi tre bambini ci tenevamo stretti alle gambe
della mamma. Lei con le valige e la borsa tra
le mani, stanca e come noi tutti affamata,
guardava da una parte all'altra cercando
quell'uomo di cui ci aveva parlato durante
il viaggio; suo marito, nostro padre.
Sui volti si leggeva la confusione e la paura
quando ... improvvisamente una marea umana
si mise a correre versi gli emigranti.
Alcuni piangevano, altri ridevano, altri ancora,
come noi, erano terrorizzati da tanto caos.
Non so quanto tempo passo dall'inizio di
quell'assalto, so solo che in mezzo alla calca
vedemmo un uomo che correva verso di noi.
Si fermo li ad un passo guardandoci come se
fossimo arrivati da un'altro pianeta,
poi si abbasso e prese in braccia il più piccolo
e diede un bacio sulle guance a mia madre.
Passo una mano tra le mie trecce e fece
scivolare una carezza sul viso dell'altro mio
fratello, poi ci porto via.
Ma io, ancora una volta, non volevo andare con
quello straniero, avrei voluto andarmene in treno
e tornare al mio paesino dove la gente
parlava la mia stessa lingua e non quello strano,
incomprensibile linguaggio.....

Grazie e a la prossima puntata!

NB: Senza il tuo aiuto Davide non andrei
avanti a scrivere in Italiano. GRAZIE

Wednesday, May 20, 2015

Grazie

E  passato il  tempo in cui riuscivo a scrivere
una frase senza dover ritornare a rileggerla,
a cancellarla e rifarla.
Mi chiedo perché,  e veramente non lo so.
Ora che le mie nipotine sono ormai signorinelle,
sembrano non avere più tempo per me anche se,
quando vengono  a  trovarmi,  sono  sempre  affettuose
e  si  prestano  ad  aiutarmi  nelle  faccende  di  casa
senza brontolare. Ritornano poi nel  loro mondo,
alla moderna vita di ragazze
sulla quale a volte io non sono pienamente d'accordo.
Così  col  tempo libero che mi  è rimasto  dovrei  riuscire
a scrivere,  a  ringraziare gli  amici,
a  coltivare  le conoscenze...
ma non riesco. Sarà colpa del  lunghissimo
e implacabile inverno?
Dei  due mesi   di freddo incessante e continuo ?
Anche questo non so...e mi rivedo seduta al buio
dietro una finestra a guardar fuori cercando un viso,
un segno particolare, una stella cadente o quella
che brillava più delle altre.
Cercavo di capire dove fosse fuggita la mia vita,
così ho riaperto il mio libro dei ricordi.
Da bambina in un paesino sperduto tra le
bocche delle montagne del sud,
era gelosa delle bambine di artigiani,
dei don, di quelle che potevano
mettersi vestitini (venuto d'America)
e che con l'invidio di bambine volevano
a tutto costo farsi dire che erano belle,
anzi le più belle del paese.
Ma che vita strana, prima di iniziare la scuola,
mi ricordo della corriera che ci porto a Napoli
e imbarcare in quella nave
(non ci voleva andare su e a forza di belle
frase della mamma sali con un trepido
nel cuore che nessuno poteva vedere o sentire).
Mai visto in vita mia tanta acqua e noi bambini
era un mondo nuovo d'avventura fin a l'arrivo in alto mare,
non si scherzava più, un giorno, due giorni,
tre giorni chiusi in una cabina senz'aria
credevamo di morire li.
Dopo dieci giorni arrivammo in un posto
cosi differente del paesino che voleva
andarmene con un marinaio che aveva presa cura di noi...
Ma niente da fare, la nave riparti, e noi su un treno
abbiamo continuatala nostra strada per 3 giorni e 3 notte
per arrivare  in UNA GRANDISSIMA CITA.
(mi fermo qui per il momento).

NB: un enorme GRAZIE a Davide, sei un vero
amico.

Tuesday, May 19, 2015

Senza tetto

In questi periodi, no tutti siamo felici o tristi,
no tutti abbiamo un stomaco pieno
o mezzo vuoto, ma ci sono anche quelli
che no riescano a cancellare proteste di un stomaco vuoto.
Un tozzo di pane potrebbe aiutare
ma come succede spesso lo debbo rubare
ai topi del quartiere con velocità
e precisione, altrimenti diventerò
io il loro cibo.  Nascondo le gelature dei
miei piedi tra le notizie dei giornali ingialliti
dal tempo,riempio le scarpe bucate e
non azzeccano più i miei piedi, oramai diventati
un po grandicello per questi.
Sono diventata molto brava a nascondermi in
coperte sfilate pero per me sono dei manti
intrecciate di fili d'argenti rubati alla luna pensando
al calore che mi possono dare. 
Mi nascondo dietro un albero, un vecchio casolare
per sentire i canti e suono un po fuori tuono
i pastori che girano per i paese della pianura e montagne
scavalcando ruscelli diventati torrenti
da un giorno a l'altro.  Sento la nonna
cantare una ninna nanna a un cherubino
con guancia bianche e rosso dal
calore di un camino che rilasci odori
di castagne ben cotte e questo mette
in sbuglio il grande vuoto del mio
stomaco e della mia mente.  Chi sa
perché aver lasciato sfuggire un profumino
d'arancio su un tavolo con dolcetti da
farsi fondere in bocca, ma non quella mia.
Ma io resto nascosta e faro molto
attenzione al cane che si accorge che
non faccio parte della sceneggiature
quotidiana sua e mi avverte di non avvicinarmi
troppo. Rialzo un mantellino trovato fuori
di una mangiatoria, rimetto un capello
di paglia secca in testa e ritorno a
nascondermi dietro la mia vita di
poverello di questa vita, con fiocchi
di neve e gelo che mi terra compagnia
fin a la mia prossima caminata per trovare
cibo.....